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aberrazione cromatica
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è l'effetto, visibile con la maggior parte delle lenti non trattate,
che fa sì che le lunghezze d'onda diverse vengano rifratte in modo
diverso, e quindi messe a fuoco a distanze diverse; questo crea un effetto
molto evidente se si usano elevati ingrandimenti: i contorni delle figure
appaiono, anziché netti, sfumati in tutti i colori dell'arcobaleno. |
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Apertura
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dietro
la lente si trova un'iride circolare mobile, il diaframma, che si apre e
si chiude come la pupilla dell'occhio per controllare la quantità
di luce entrante nell'obbiettivo e quindi nel CCD. In genere è controllato
dall'esposimetro, anche se alcune macchine hanno il controllo manuale. Modificando
l'apertura, si cambia anche la profondità di campo. |
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Apertura
del diaframma
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è
l'apertura del diaframma posto nell'obiettivo di tutti gli apparecchi
di ripresa; è solitamente regolabile in modo da dosare opportunamente
la quantità di luce e impostare la profondità di campo desiderata,
è un valore numerico espresso con una frazione, in quanto si misura
rapportando il diametro dell'apertura stessa rispetto alla sua distanza
focale; questo consente di calcolare rapidamente la quantità di
luce che raggiungerà il sensore; la scala delle aperture è
dimensionata in modo che, passando da un'apertura alla successiva (a parità
di obiettivo e otturatore), tale quantità si dimezzi ogni volta.
Tipici valori di apertura sono: f/2 - f/2,4, f/11. La scala delle aperture
1/2 1/2,8 1/4 1/5,6 1/8 1/11 1/16 1/22; consente di regolare facilmente
l'apertura e l'otturatore spostandosi di un solo passo alla volta. Anche
la profondità di campo è influenzata dall'apertura, ed aumenta
col chiudersi del diaframma; raddoppiando ogni due passi.
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APS
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(Advanced Photo System):
è l'ultima novità tra i formati di pellicola. Presenta numerosi
vantaggi rispetto ai rullini tradizionali 35mm, tra cui non ultime le
minori dimensioni delle pellicole e di conseguenza degli apparecchi fotografici.
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Autoscatto
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è
la possibilità che la macchinetta possa essere impostata per scattare
una fotografia automaticamente, solitamente tramite un timer che entra in
funzione dopo 10 secondi dalla pressione dello scatto; questo è molto
utile per: autoritratti e fotografie in cui anche il fotografo vuole essere
inquadrato; o in condizioni che impediscano di tenere la fotocamera in mano,
come ad esempio in caso di pose molto lunghe, in cui la foto riuscirebbe
sicuramente mossa. |
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AVI
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è
il formato di animazione inventato dalla Microsoft (altrimenti noto come
Video for Windows). Nacque in contrapposizione al formato MOV (QuickTime)
di Apple, prima che il formato MPEG si affermasse. |
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Barrel
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distorsione
dell'immagine che rimpicciolisce o ingrandisce la parte centrale dell'immagine,
dandole l'aspetto di un ''barile'' o di un ''cuscino'' anziché quello
di un rettangolo. I monitor moderni hanno di solito una apposita regolazione
per ridurre questo difetto. |
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Bianco e
nero
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immagine
rappresentata solo con l'intensità della luminosità. Può
essere una scala di grigi oppure una immagine monocromatica. |
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Bilanciamento
del bianco
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operazione
che consente di restituire ai colori le loro tonalità naturali; infatti
a seconda della temperatura del colore della sorgente luminosa che illumina
il soggetto fotografato, quest'ultimo potrà apparire in fotografia
leggermente colorato di arancione o di celeste. Attraverso il bilanciamento
del bianco si cerca di bilanciare i colori in modo da restituire una tonalità
neutra che rispetti quindi i colori naturali del soggetto. Tutte le fotocamere
digitali hanno la possibilità di bilanciare l'effetto di luci diverse
oltre quella solare, modificando lievemente i colori nella foto. Quasi tutte
tentano di riconoscere il tipo di luce basandosi sulle tonalità prevalenti
nell'immagine (bilanciamento automatico), ma molti modelli consentono anche
di informare la fotocamera del tipo di sorgente luminosa che illumina la
scena inquadrata, scegliendolo da un menù. |
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Blocco dell'esposizione
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In
alcune fotocamere è possibile bloccare l'esposizione. Questo consente
di sovra- o sotto-esporre le nostre foto, soprattutto utile in caso di scatti
a raffica quando si vuole che l'esposizione sia uniforme, ma anche in caso
di foto panoramiche. |
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CCD
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(Charge-Coupled
Device): è il cuore di fotocamere e videocamere digitali, e scanner.
E' un microchip che contiene migliaia, o anche milioni, di sensori sensibili
alla luce. I sensori possono essere posti dietro un filtro a matrice colorata,
in modo che sensori adiacenti registrino le varie componenti luminose
R, G, B oppure C, M, Y, e spesso un quarto sensore registra luce bianca
o di una quarta componente. La luce registrata come segnale analogico,
viene poi digitalizzata da un campionatore ad 8, 10, 12 o 16 bit. Il risultato
produce quindi una bitmap a 24, 30, 36 o 48bit, poi ridotta al numero
di bit utilizzati dal formato di memorizzazione (JPEG o TIFF a 24 o 48bit).
Questo numero di bit è generalmente riportato come caratteristica
del CCD. Le fotocamere e videocamere digitali hanno normalmente dei CCD
a 24 o 30 bit. Alcune fotocamere digitali professionali hanno un CCD a
36 bit. La maggior parte degli scanner ha un CCD a 30 o 36 bit, alcuni
scanner professionali hanno un CCD a 48 bit. Il CCD di una fotocamera
o videocamera digitale è composto da una matrice di pixel che catturano
l'immagine contemporaneamente, nel tempo determinato dall'otturatore,
che può andare da meno di un decimillesimo di secondo ad un tempo
virtualmente illimitato..
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CMOS
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sta per "Complementary
Metal-Oxide Semiconductor" cioè semiconduttore a ossido di
metallo complementare. Nelle fotocamere digitali si tratta di un sensore
luminoso che, teoricamente, offre una risoluzione maggiore rispetto a
un CCD di costo inferiore. Tuttavia questa tecnologia è ancora
agli esordi. CCD CMOS
è il CCD utilizzato nelle moderne fotocamere digitali, da Copper
Metal Oxide Semiconductor, permette un ridotto consumo di energia
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CMY
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(Cyan, Magenta,
Yellow): è il sistema contrapposto all'RGB. Consiste nel separare
il colore nelle sue componenti: ciano, magenta e giallo. E' detta sintesi
sottrattiva in quanto è possibile ottenere tutti i colori sovrapponendo
le tre componenti, fino al nero.
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CMYB
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(Cyan, Magenta,
Yellow, BlacK): il sistema più usato in stampa, è un'estensione
del sistema CMY, che consente al contempo di ottenere stampe più
nere e di consumare meno inchiostro a colori (solitamente più costoso).
Infatti per ogni punto dove tutte e tre le componenti CMY erano usate,
è possibile ridurle della stessa misura (tipicamente fino ad azzerare
almeno una delle tre) ed aggiungere un'equivalente dose di nero. E' il
sistema utilizzato da molte stampanti, scanner e fotocamere.
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Compact Flash
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è uno
standard molto diffuso per le schede di memoria. Tutte le apparecchiature
che mostrano il simbolo CF dentro un rombo rosso sono certificate compatibili
secondo questo standard. Sono di dimensioni paragonabili alle SmartMedia,
ma di spessore maggiore e quindi di aspetto più solido. Le CompactFlash
II sono una variante di questo formato, poco più spessa, ma di
capacità superiore. Non hanno problemi di compatibilità
o un limite di capacità, grazie al controller incorporato. Solo
alcune vecchie fotocamere digitali non riconoscono schede di capacità
superiore ad un certo limite, ed in tal caso vi segnaliamo tale limite
accanto alla fotocamera stessa.
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Composizione
multiscatto
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è un
collage di un certo numero di fotografie scattate in sequenza, che anziché
essere visibili come un'animazione, sono poste affiancate una accanto
all'altra, solitamente in un quadrato di 3 x 3 = 9 o 4 x 4 = 16 fotografie.
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Compressione
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i file in
formato BMP, GIF, JPEG, MPEG, PNG, TIFF sono compressi attraverso un algoritmo
apposito, a volte LZW, a volte RLE, o altri ancora, che ne riduce le dimensioni.
In taluni casi per fare questo è necessario eliminare dei minuscoli
dettagli, ed in questi casi si parla di compressione con perdita di qualità.
E' il caso dei formati JPEG ed MPEG, la cui compressione è regolabile
al momento del salvataggio, secondo le proprie esigenze di qualità
e lunghezza del file. Negli altri casi si parla di compressione senza
perdita di qualità (Lossless), ma il grado di compressione è
molto scarso ed i file rimangono comunque molto ingombranti. GIF e BMP
a 256 colori sono meno ingombranti, ma al prezzo di sacrificare notevolmente
la qualità riducendo il numero dei colori utilizzati da 16.777.216
(True Color, 24 bit) a soli 256 (8 bit).
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Compressione
LZW
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è la
compressione utilizzata nei formati GIF e TIFF. Si avvale di un algoritmo
analogo a quello del formato ZIP. Lascia i colori dei pixel inalterati.
E' più efficace della compressione RLE.
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Compressione
RLE
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(Run-Length
Encoded): è la compressione usata nel formato BMP (tranne che in
caso di immagini a 24 bit). Lascia i colori dei pixel inalterati. ''Impacchetta''
insieme delle striscie di pixel dello stesso colore. Non comprime perciò
gruppi di pixel di colori diversi. |
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Contrasto
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differenza
tra le aree più chiare e più scure che appaiono in un'immagine.
Immagini con contrasto troppo alto tendono ad avere quasi solo aree bianche
e nere contemporaneamente, mentre immagini con contrasto troppo basso
appaiono grigiastre.
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Contro luce
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quando il
soggetto è illuminato alle spalle, si è in una condizione
di controluce. A meno che nol'esposizione non venga compensatregolata
in modo tale da compensare questa situazione, il soggetto apparirà
come una silhouette scura su un fondo luminoso.
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Convertitore
Macro
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è
una lente aggiuntiva che, posta sull'obiettivo di una fotocamera, ne riduce
la distanza di messa a fuoco, rendendola così più adatta
alla macrofotografia. La potenza delle lenti macro si misura in diottrie
(ma a volte ne è dato invece direttamente il ''potere riduttore'',
ad esempio 6x). L'entità di tale riduzione è facilmente
calcolabile: infatti, dato che ogni diottria dimezza la distanza di messa
a fuoco, una lente con potenza 2 la ridurrà ad un quarto, e così
via. Ad esempio una lente macro +3, applicata alla nostra fotocamera,
ridurrà ad 1/8 la distanza minima di messa a fuoco macro. Non bisogna
dimenticare però che la fotocamera non sarà più in
grado di mettere a fuoco all'infinito, quindi il convertitore macro andrà
tolto prima di poter fotografare un paesaggio. Un altro potenziale problema
è dato dall'AF che, se non è TTL, andrebbe disattivato quando
si usa un convertitore macro. E' possibile montare più convertitori
macro in cascata, in tal caso la potenza dei vari convertitori va sommata:
+1 +2 e +3 tutti insieme diventano +6, riducendo quindi ad 1/64 la distanza
di messa a fuoco. In caso di utilizzo combinato di altri tipi di lenti
insieme a convertitori macro, questi ultimi vanno posti per ultimi, e
mai tra obiettivo ed altro convertitore.
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Convertitore
Tele
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(teleobiettivo):
è una lente che, posta sull'obiettivo, ne aumenta la lunghezza
focale, ingrandendo quindi il soggetto inquadrato. Il fattore di ingrandimento
va moltiplicato per quello dell'obiettivo per ricavare l'ingrandimento
finale: ad esempio con un convertitore Tele 1,5x, un obiettivo Zoom 3x
diventa in modalità Tele come uno Zoom 4,5x. Anche in modalità
Wide ovviamente vale lo stesso principio, quindi lo Zoom potrà
al massimo scendere a 1,5x. Per tornare al disotto di questo ingrandimento
sarà necessario rimuovere il convertitore.
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Convertitore
Wide
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(grandangolo):
è una lente che, posta sull'obiettivo, ne riduce la lunghezza focale,
allargando quindi il campo visuale inquadrato. Il fattore di riduzione
va moltiplicato per quello dell'obiettivo, analogamente a quello di un
convertitore Tele: ad esempio con un convertitore Wide 0,65x, un obiettivo
42mm ha la stessa inquadratura di un 28mm. Anche su un obiettivo Zoom
in modalità Tele vale lo stesso principio, quindi per Zoomare al
massimo sarà necessario rimuovere il convertitore.
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Diaframma
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uno
speciale sistema di lamelle a mezzaluna, posto all'interno dell'obiettivo,
è in grado di dosare in modo molto preciso la quantità di
luce che raggiunge la pellicola o il CCD. Per ogni regolazione esiste un
valore preciso, che poi è il rapporto fra il diametro del ''buco''
che si viene a creare tra le lamelle, e la loro distanza dal fuoco dell'obiettivo.
Una tabella di valori permette di dosare la luce in quantità doppia
o dimezzata a seconda che ci si sposti verso sinistra o destra: 1/2 1/2,8
1/4 1/5,6 1/8 1/11 1/16 1/22 Un effetto del diaframma è la variazione
della profondità di campo, che aumenta spostandosi verso destra e
diminuisce spostandosi verso sinistra nella tabella dei diaframmi.
Questa operazione può
essere effettuata in completo automatismo dalla camera odal fotografo. L'accoppiamento
di "tempo di otturazione" e "diaframma" consente di
eseguire immagini correttamente esposte. L'apertura del diaframma regola
anche la "profondità di campo" che è la zona di
nitidezza che si estende prima e dopo il punto di messa a fuoco. Minore
è il valore del diaframma, maggiore è la profondità
di campo e viceversa.
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Esposimetro
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Nella
maggior parte delle fotocamere è sufficiente premere lo scatto a
metà per attivare, di solito insieme all'AF, l'esposimetro. Lo scopo
dell'esposimetro è misurare la luminosità dell'immagine inquadrata,
per far sì che non sia né troppo luminosa né troppo
buia. Tutti gli esposimetri incorporati nelle fotocamere sono TTL. Ma non
tutti sono uguali, la maggior parte è con misurazione spot, ovvero
misura solo una piccola area al centro dell'immagine; altri effettuano un
bilanciamento tra questa parte centrale ed il resto dell'immagine (semi-spot),
altri ancora hanno una matrice di sensori che controllano l'esposizione
di più zone, situate in punti chiave dell'immagine, oppure che coprono
uniformemente tutta l'immagine. |
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Esposizione
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L'atto
di cattura dell'immagine da parte della pellicola o del sensore, che avviene
quando l'otturatore è aperto; oppure la quantità di luce che
cattura la fotocamera quando si scatta una foto. |
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EXIF
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(Extended
Information Format): il formato JPEG, perfettamente standard, ma nella variante
EXIF generata dalla maggior parte delle fotocamere digitali sono presenti
delle informazioni aggiuntive (normalmente ignorate e quasi sempre eliminate
dai programmi di grafica). Oltre all'immagine infatti le fotocamere moderne
memorizzano le impostazioni al momento dello scatto, come: diaframma, tempo
di posa, data e ora, marca e modello di fotocamera utilizzata e tanto altro
ancora. Alcune fotocamere vi memorizzano anche audio di qualità monofonica.
Attenzione, l'elaborazione dell'immagine da parte di un programma di grafica
può distruggere le informazioni aggiuntive EXIF, trasformando l'immagine
in una semplice JPEG. |
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filtri
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possono
essere filtri software (presenti su molti programmi di grafica) oppure lenti
aggiuntive per la fotocamera. In entrambi i casi, lo scopo è alterare
l'immagine, spesso per aggiungere un determinato effetto. Alcuni filtri
(lenti aggiuntive) permettono di migliorare la qualità dell'immagine,
eliminando i raggi ultravioletti oppure i riflessi indesiderati. Alcuni
(sia lenti aggiuntive che software) permettono di ottenere effetti speciali
come sfocature, morbidezza dei toni luminosi, ed altro ancora. Le lenti
aggiuntive consentono generalmente di ottenere una qualità migliore
rispetto agli analoghi filtri software. |
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flash
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(lampeggiatore):
è il dispositivo che, emettendo un lampo di luce molto intensa, permette
di scattare fotografie senza l'ausilio di altra illuminazione di notte o
in condizioni di scarsa illuminazione. Essendo posizionato solitamente sull'apparecchio
fotografico (o comunque vicino ad esso), in modo da illuminare il soggetto
dalla stessa direzione da cui lo si sta guardando, si dice che ''appiattisca''
le immagini, eliminando o comunque riducendo quel senso di profondità
dato dalle ombre. |
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flash esterno
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E'
un flash separato dall'apparecchio, a cui è collegato per mezzo di
un attacco a slitta (Hotshoe), oppure con un apposito cavetto di collegamento
(detto a volte cavo sincro flash in quanto consente di sincronizzare il
flash esterno con quello incorporato). E' solitamente molto più potente
di quello incorporato, quasi sempre alimentato separatamente; nella scelta
di un flash esterno occorrerebbe conoscere l'ampiezza del campo illuminato
per accertarsi che sia sufficiente a coprire tutto il campo visivo dell'apparecchio;
oltre ovviamente a valutare se la portata è sufficiente a coprire
la distanza richiesta. |
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formati di
immagini digitali
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esistono
numerosi formati per memorizzare un'immagine digitale. Alcuni sono degli
standard stabiliti da comitati internazionali, come JPEG, PNG. All'interno
del JPEG possono esistere le informazioni memorizzate dalle fotocamere grazie
all'EXIF ed al DPOF. Altri sono degli standard di fatto, come BMP, GIF,
TIFF, WMF. Molti altri ancora, come CIFF, PCD, PCX, TGA, sono formati proprietari,
di nicchia, od obsoleti. GIF, JPEG, PNG sono normalmente visibili dai browser
su Internet, mentre gli altri richiedono eventualmente l'uso di un plugin
dedicato. Vedi anche BMP, CIFF, DPOF, EXIF, GIF, JPEG, PCD, PCX, PNG, TGA,
TIFF, WMF. |
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formati video
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sono
i formati utilizzati per memorizzare un video digitale. I più diffusi
sono AVI ed MPEG, ma esistono anche MOV (QuickTime di Apple), MJPEG ed altri
formati proprietari. Vedi anche AVI, MOV, MPEG, MJPEG. |
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Foto stereoscopica
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è
una coppia di fotografie scattate a pochi centimetri di distanza l'una dall'altra,
possibilmente nello stesso istante, orientando la fotocamera nella stessa
direzione (facendo attenzione agli errori di parallasse). Stampando le fotografie
accostate, ed utilizzando uno speciale supporto per foto stereoscopica,
oppure visualizzandole insieme in un casco speciale per realtà virtuale,
è possibile vedere la scena in tre dimensioni. Un'alternativa casereccia
consiste nel convertire in scala di grigio le due foto e filtrarle nelle
componenti rossa e celeste, per poi riunirle in un'unica immagine in modo
da poterle vedere con i semplici e diffusi occhialetti colorati. |
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FPS
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(Frames
per second, fotogrammi al secondo): è la misura della velocità
di un filmato. Il sistema televisivo PAL adotta 50 FPS, mentre quello NTSC
adotta 60 FPS |
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Frame
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è
una singola immagine, all'interno di una (anche solo ipotetica) serie o
sequenza. |
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G |
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gif
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è,
insieme al JPEG, il formato di immagine più diffuso. Consente di
definire un colore di sfondo come ''trasparente''. E' uno dei formati più
vecchi, e non memorizza più di 256 colori, quindi spesso i programmi
di grafica ricorrono al Dithering per salvare un'immagine in questo formato.
L'algoritmo di compressione utilizzato nel formato GIF è stato oggetto
di battaglie legali, e ora non è più utilizzabile liberamente
nei programmi. Per questi motivi è stato proposto il formato PNG,
teoricamente in grado di sostituire il GIF. Il GIF è comunque generalmente
sconsigliato per le fotografie. |
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grandangolo
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è
un obiettivo di focale più corta del normale, che ha quindi un campo
visuale più ampio; un obiettivo può essere più o meno
grandangolare, dato che non c'è un limite preciso per definire un
grandangolo. Infine nel caso in cui l'angolo si avvicini o superi i 180°,
si parla di obiettivo Fish-Eye o semi-Fish-Eye. |
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Infrarosso
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lunghezze
d'onda maggiori (e temperature del colore inferiori) rispetto a quella del
colore rosso. Tutti i corpi ne emettono, nella misura in cui sono riscaldati.
Perfino il buio assoluto dello spazio non è completamente buio, ma
da tutto l'universo intorno a noi piove la ''radiazione di fondo'' emessa
dal Big Bang. Gli infrarossi sono invisibili all'occhio umano, ma dei sensori
speciali sono in grado di intercettarli. |
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ISO
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è
la sensibilità della pellicola o del CCD. E' disposta su una scala
esponenziale, in modo che passando da una sensibilità minore ad una
maggiore sia possibile dimezzare il tempo di posa (o chiudere un poco di
più il diaframma) mantenendo lo stesso risultato finale. Generalmente
la sensibilità ''naturale'' dei CCD è pari a circa ISO 70-100.
Alcuni CCD permettono di aumentare la sensibilità, ma si tenga presente
che in casi estremi aumenta anche il ''rumore'', che introduce una maggiore
granulosità della foto. E' in genere preferibile, se possibile, aumentare
il tempo di posa. |
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| J |
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JPEG, JPG
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(Joint Picture
Expert Group): formato di file standard per memorizzare immagini. E' stato
definito da un comitato internazionale di esperti, ed è ad oggi il
formato più usato in assoluto; sfruttando il funzionamento del cervello
umano nel percepire forme e colori, semplifica le immagini ''eliminando''
minuscoli dettagli, normalmente impercettibili, e semplificando l'immagine
che viene poi sostituita da un modello matematico che consente di rappresentarla
con una quantità di informazione notevolmente inferiore; così
l'immagine viene ''compressa'' di un fattore variabile, regolabile a piacere
al momento della creazione del file; naturalmente maggiore la compressione,
minori le dimensioni del file, anche se al prezzo di una qualità
inferiore. Questo procedimento viene ripetuto ogni volta che il file viene
salvato, con un degrado progressivo della qualità. Per questo le
immagini JPEG, di ridotte dimensioni, sono molto adatte al web ma poco al
fotoritocco dove un'immagine viene (ri)elaborata svariate volte. |
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LCD
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(Liquid
Crystal Display):è il display a cristalli liquidi, ormai comunissimo,
presente in tutte le fotocamere e videocamere digitali. I display LCD in
commercio sono ormai tutti a colori. I display TFT sono maggiormente leggibili.
Alcuni display sono retroilluminati per una maggiore chiarezza, la maggior
parte ha comunque la luminosità regolabile. Molti apparecchi sono
dotati della funzione di auto-spegnimento del display per risparmiare energia. |
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Lunghezza
focale
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è
generalmente intesa come distanza tra la lente ed il piano focale, dove
si trova il CCD o la pellicola. Insieme all'apertura, definisce le caratteristiche
di luminosità ed ingrandimento dell'obiettivo. Vedi anche Grandangolo
e Teleobiettivo. |
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manual focus
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messa
a fuoco manuale. Consente di effettuare riprese con una maggiore libertà,
con soggetti volutamente sfocati o mettendo a fuoco dettagli che l'automatismo
dell'apparecchio altrimenti ignorerebbe. Su alcune fotocamere digitali vi
è spesso un limitato numero di posizioni a distanze preimpostate,
nei migliori modelli è possibile impostare la distanza in modo (pressochè)
continuo. |
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memoria flash
|
è
il tipo di memoria utilizzato dalle fotocamere digitali, ma anche dai computer
palmari e dagli MP3 Player. Ci sono schede di vari formati standard, CompactFlash
(abbreviato CF), CompactFlash II (sono CF più spesse), SmartMedia
(abbreviato SM), MemoryStick, MultiMedia ed SD (Secure Digital). Queste
ultime sono una variante delle schede MultiMedia. Le schede si usano come
normali floppy disk, inserendole ed estraendole anche a fotocamera accesa
(salvo diversamente indicato sull'apparecchiatura), formattandole, scrivendo,
leggendo, cancellando i file attraverso la fotocamera stessa, oppure con
un lettore esterno, dal proprio computer, od ancora, con un adattatore PCMCIA,
da un PC portatile. |
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memory stick
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è
il formato proprietario delle schede di memoria Sony. |
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messa a fuoco
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è
il meccanismo che permette, spostando avanti o indietro una o più
lenti componenti l'obiettivo, di mettere a fuoco soggetti posti a varie
distanze dall'obiettivo
stesso, a partire da una distanza minima fino all'infinito. Può essere
manuale o automatica. |
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messa a fuoco
automatica
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in
tutte le fotocamere è sufficiente premere lo scatto a metà
per attivarne il blocco; un sensore posto davanti alla fotocamera, o dietro
l'obiettivo (TTL) misurerà la distanza degli oggetti inquadrati e
regolerà di conseguenza la messa a fuoco. |
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microdrive
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Inventato
dall'IBM, è il più piccolo hard disk del mondo. E' utilizzabile
da tutti gli apparecchi conformi allo standard CompactFlash II. Esiste in
varie capacità. |
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mirino
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anche
noto come oculare o visore, consente di vedere l'inquadratura che si sta
effettuando. Il mirino può essere ottico, o LCD, ed alcune fotocamere
sono dotate di entrambi. |
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mirino LCD
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(TTL):
su alcune fotocamere e videocamere digitali, esiste la possibilità
di usare un piccolo display LCD che svolge la funzione di mirino, salvo
che ovviamente funziona solo a macchina accesa. Questo consente un'inquadratura
della massima accuratezza, limitata solo dalla qualità del display
LCD stesso. |
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mirino ottico
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ha
varie caratteristiche: può avere un sistema di regolazione delle
diottrie, utile per chi soffre di lievi difetti alla vista; può essere
Reflex, detto anche SLR (Single Lens Reflex, per distinguere dalle ormai
obsolete fotocamere a doppio obiettivo), o anche TTL = Through The Lens,
oppure Prismatico o Pentaprismatico. In questo caso vede il soggetto inquadrato
attraverso l'obiettivo, ma più generalmente è dotato di un'ottica
separata da quella dell'obiettivo. Questo tipo di mirino (non-reflex) permette
di costruire fotocamere di dimensioni più compatte, non dovendo includere
anche l'ottica prismatica del mirino TTL, e fornisce una visione sufficientemente
corretta del soggetto inquadrato, tranne nel caso di macrofotografia, quando
spesso l'inquadratura visibile guarda molto più in alto e a sinistra
del soggetto fotografato. |
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mirino ottico
reflex
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(detto
anche SLR o TTL): si basa su un prisma ottico ed un meccanismo a specchio
mobile posto dietro l'obiettivo, consente di vedere la stessa inquadratura
che verrà poi fotografata. Inoltre, qualunque variazione di messa
a fuoco e diaframma sarà così già visibile dal mirino.
Permette quindi un maggior controllo sulle impostazioni della fotocamera.
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mjpeg
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una
variante dell'MPEG che si basa su una sequenza di immagini JPEG. Utilizzata
nel formato DV. |
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modalità
manuale
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si
trova sulle macchine digitali di fascia alta. Permette di avere il pieno
controllo sul diaframma e sui tempi di esposizione, consentendo di effettuare
tutti gli esperimenti desiderati con l'esposizione e la profondità
di campo. Indispensabile per la fotografia creativa e per riprese astronomiche. |
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modalità
notturna
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modalità
programmata di esposizione, che consente di compensare la carenza di luce
impostando l'apertura al massimo. In tal modo, tutta la luce disponibile
entra nell'obbiettivo, consentendo di utilizzare la velocità di otturazione
massima in queste circostanze. |
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modalità
panorama
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si
tratta di un programma di esposizione, che seleziona automaticamente le
migliori impostazioni di esposizione per la fotografia di paesaggio. generalmente
aumenta i tempi di esposizione e riduce l'apertura del diaframma per aumentare
la profondità di campo. |
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modalità
ritratto
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modalità
programmata di esposizione, serve per scattare le classiche fotografie di
ritratto. Ottimizza le impostazioni della fotocamera, aumentando l'apertura
del diaframma, per ridurre la profondità di campo, così da
mettere bene a fuoco il voso per evidenziarne i particolari. |
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mpeg
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(Moving
Picture Experts Group): è il formato delle animazioni più
diffuso su Internet, alla base della tecnologia del DVD. Permette di comprimere
video ed audio di qualità utilizzando degli algoritmi analoghi a
quelli del JPEG, ma adattati al video. Esistono varie versioni dell'MPEG,
dalla 1 alla 3, che presentano un livello qualitativo sempre migliore. |
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multimedia
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è
uno standard per le schede
di memoria. Tutte le apparecchiature che mostrano la didascalia MultiMedia
sono certificate compatibili secondo questo standard. Si tratta di schede
grandi un poco meno delle CompactFlash. Sono prive di controller incorporato:
ma una evoluzione di questo formato, dotata di controller, sono le nuove
schede SD (Secure Digital). Le MultiMedia sono spesso utilizzate dagli MP3
Player per memorizzare musica, e dalle videocamere digitali per memorizzare
foto. Alcune apparecchiature non riconoscono però schede di capacità
superiore ad un certo limite, ed in tal caso vi segnaliamo tale limite accanto
alla fotocamera stessa. |
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NiCd
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(Nickel-Cadmio):
sono le batterie ricaricabili più comuni. Presentano il fastidioso
effetto ''memoria'': se non vengono scaricate completamente prima di ricaricarle,
si caricheranno sempre meno. Non sono perciò adatte alle fotocamere
digitali, in quanto queste ultime hanno dei meccanismi di sicurezza che
comportano lo spegnimento automatico se la carica delle batterie è
inferiore ad un certo livello, e di conseguenza non le scaricano mai completamente. |
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NiMH
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(Nickel-Metal
Hydrid): sono le batterie ricaricabili più potenti. Possono essere
ricaricate in qualsiasi momento, ed hanno una durata molto maggiore rispetto
a quelle NiCd. Se usate con fotocamere digitali, hanno anche una vita più
lunga delle NiCd. |
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numero guida
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è
l'unità di misura della portata dei flash (in Italia è espresso
in metri), relativamente una sensibilità ISO 100 e un'apertura
diaframma 1:1. Quindi per sapere la portata del flash in combinazione
con la fotocamera desiderata, occorre fare un piccolo calcolo che tenga
conto sia della sensibilità ISO che dell'apertura del diaframma:
portata = numero guida * (sensibilità / 100) * diaframma. Esempio:
con un flash N.G. 60 (metri) su una fotocamera regolata ad ISO 100, con
apertura F1:4.0 sarà possibile fotografare fino a: 60 * (100 /
100) * 1/4 = 15 metri.
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obiettivo
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è la
lente, o gruppo di lenti, che cattura la luce e la invia al CCD, al mirino
o alla pellicola. Alcune parti dell'obiettivo sono mobili per permettere
la messa a fuoco, e può esserci un diaframma per regolare la quantità
di luce che l'obiettivo deve catturare. Vedi anche: diaframma, lunghezza
focale, messa a fuoco. |
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occhi rossi
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effetto indesiderato
in cui gli occhi del soggetto appaiono rossi a causa del lampo del flash
elettronico che si riflette sul fondo della retina quando illampeggiatore
si trova perfettamente in asse con il soggetto. Per evitare il problema
è sufficiente rischiarare l'ambiente in modo che le pupille del soggetto
si restringano o allontanare dalla fotocamera il flash. |
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otturatore
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è un
meccanismo che, posto tra l'obiettivo ed il sensore o la pellicola, si apre
permettendo il passaggio della luce, e si richiude completamente dopo un
intervallo di tempo prestabilito. Può essere a tendina o elettronico,
Vedi anche tempo di posa. |
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otturatore
a iride
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E' un tipo di
otturatore che, come il diaframma, si chiude dall'esterno verso l'interno.
E' oramai praticamente inutilizzato. |
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otturatore
a tendina
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E' il tipo più
semplice di otturatore, nella variante più moderna è composto
di due tendine che scorrono in una direzione, aprendo una finestrella, o
nell'altra, richiudendola. La diversa regolazione delle due tendine comporta
un diverso tempo di posa. |
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otturatore
elettronico
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E'
il tipo più recente di otturatore, ''virtuale'' in quanto consiste
in un meccanismo elettronico interno al CCD. E' l'otturatore più
usato da fotocamere e videocamere digitali. |
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P |
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PCMCIA
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(o PC Card):
è il formato standard delle schede utilizzabili sui portatili, suddiviso
in: tipo I (schede sottili), tipo II (schede più spesse, lo standard
più diffuso) e tipo III (schede a doppia altezza). I lettori di tipo
II accettano anche le schede di tipo I, e quelli di tipo III accettano tutte
le schede. |
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piano focale
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è il
piano ideale, posto dietro l'obiettivo, sul quale si forma un'immagine rovesciata,
ma perfettamente a fuoco. In realtà questo può accadere solo
se tutti i punti ripresi dall'obiettivo sono posti alla stessa distanza
dallo stesso. Infatti variando la distanza dei soggetti inquadrati, anche
il piano focale si sposta di conseguenza. |
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pixel
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(Picture element):
è l'unità elementare di cui sono composte tutte le immagini.
Per ciascun pixel può essere memorizzata una certa quantità
di informazione, tale da ricostruirne il colore e la luminosità;
maggiore è la quantità di informazione sui singoli pixel,
maggiore la qualità dell'immagine e la fedeltà al colore originale;
a seconda del formato con cui l'immagine viene memorizzata, è possibile
avere immagini monocromatiche (ovvero a 2 soli colori), in scala di grigi
(con generalmente 256 livelli graduali di grigio, che vanno dal bianco al
nero), con più colori (4, 16, 256, eccetera... il numero di colori
è sempre una potenza di 2), oppure true color. |
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pixel effettivi
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Spesso non vengono
utilizzati dalla fotocamera, per catturare l'immagine, tutti i pixel dichiarati.
I pixel effettivi, dunque, sono quelli realmente utilizzati per ottenere
l'immagine. |
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posa B
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da ''Bulb'';
è un tempo di posa a piacere, che può essere quindi anche
molto lungo: si parte da diversi secondi fino a vari minuti. E' una caratteristica
quasi esclusiva delle fotocamere professionali. Viene invariabilmente associata
all'uso di un treppiede. E' utile anche uno scatto flessibile od un telecomando. |
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profondità
di campo
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è l'intervallo
di distanze che sono messe a fuoco contemporaneamente. E' inversamente proporzionale
all'ampiezza del fascio di luce catturato dall'obiettivo. Quindi minore
è l'apertura del diaframma, maggiore è la profondità
di campo. Diaframmi molto aperti, su obiettivi molto larghi, consentono
di sfruttare l'effetto della profondità di campo per porre in maggior
risalto il soggetto in primo piano, grazie alla messa a fuoco, e lasciando
lo sfondo sfocato. Sulle fotocamere digitali compatte, che hanno tutte obiettivi
abbastanza stretti, non è un effetto molto evidente, tranne che in
macrofotografia. |
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profondità
di colore
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definisce il
numero di sfumature di colore che il CCD della fotocamera digitale è
in grado di registrare. Se una fotografia avesse una profondità di
colore di 1 bit, potrebbe assumere solo 2 tonalità: bianco e nero.
Una immagine in b/n ha una profondità di 8 bit, può assumere
256 livelli di grigio. Nel caso di foto a colori sono sufficienti 24 bit,
ossia 16 mln di colori. |
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R |
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rapporto
d'aspetto
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è
il rapporto tra larghezza e altezza di un'immagine; sul monitor è
di 4/3 = 1,3333...; in una pagina A3, A4, A5 o A6 è costante, pari
a circa 1,4142; nel formato classico della fotografia è 3/2 o 1,5;
nel formato video 16/9 è, appunto, pari a 1,7777...; questo fa sì
che se vogliamo stampare su una pagina A4 una immagine VGA 640x480, compariranno
dei bordi laterali bianchi, mentre se vogliamo vedere un video 16/9 sul
monitor VGA comparirà un bordo superiore ed uno inferiore. Le fotocamere
digitali hanno, a seconda del modello, vari rapporti d'aspetto, da poco
più di 1 (quasi un quadrato) a circa 16/9. |
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rapporto
focale
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è
il rapporto tra il diametro dell'apertura del diaframma, e la lunghezza
focale. Si esprime sotto forma di frazione inversa preceduta da una f, ad
esempio f/2.8 oppure anche F1:2.8. |
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RAW
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la maggior parte
delle fotocamere utilizzano i file JPEG, in formato di immagine compresso.
Il formato RAW è costituito dai dati puri provenienti dal sensore
prima che venga eseguita qualsiasi modifica. In sostanza è una rappresentazione
reale di quello che ha visto il CCD. |
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rendering
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è il
processo di creazione di una immagine di qualità, a partire da altre
immagini oppure da un modello matematico che simula realisticamente l'aspetto
di una scena in tre dimensioni. In pratica è il processo che disegna
il fotogramma. Di solito non avviene in tempo reale, ma necessita di un
certo tempo di elaborazione. |
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RGB
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(Red,
Green, Blue): è il sistema più usato per definire un colore
a video. Consiste nel separarlo nelle sue componenti luminose: rosso, verde
e blu appunto. E' detta sintesi additiva in quanto è possibile ottenere
tutti i colori dello spettro sommando le tre componenti, fino al bianco. |
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riduzione
effetto occhi rossi
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scattando una
foto notturna col flash, vi sarà capitato di vedere come gli occhi
delle persone inquadrate a volte appaiano rossi, come pure quelli di cani,
gatti ed altri animali. Questo effetto, dovuto alla dilatazione delle pupille
che, come diaframmi, si adattano alle scarse condizioni di luce allargandosi,
può essere notevolmente ridotto facendo precedere l'impulso del flash
durante lo scatto da un altro impulso o raffica di impulsi. Molte fotocamere
digitali sono dotate di questa modalità flash. |
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ripresa agli
infrarossi
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Alcune videocamere
e fotocamere digitali adottano un sensore sensibile anche agli infrarossi,
invisibili all'occhio umano; uno speciale faretto agli infrarossi posto
sulla videocamera stessa illumina quindi la scena senza disturbare (la luce
emessa viene captata solo dalla videocamera). Questo consente di effettuare
riprese in ambienti scarsamente illuminati (o semplicemente di notte) anche
se non è possibile o comunque non è opportuno accendere luci. |
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risoluzione
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dimensione di
un'immagine, espressa in larghezza x altezza, misurate in pixel, ppi o dpi.
In questi ultimi due casi si parla anche di definizione o densità
di stampa o di scansione, in quanto non sappiamo le reali dimensioni dell'immagine
digitale ma solo quanti pixel o punti elementari ci sono in un pollice.
Quindi un'immagine può essere contemporaneamente di risoluzione 640x480
pixel (in tal caso occuperà tutto lo schermo VGA) e venire stampata
a 300 dpi. |
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S |
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saturazione
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è il
grado di contrasto tra i colori presenti nell'immagine, la purezza del colore.
Quando è ridotta al minimo, si ottiene un'immagine in scala di grigi. |
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scala di
grigi
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è un'immagine
memorizzata con un certo numero di sole tonalità di grigio, che possono
andare dal bianco al nero. I grigi si formano mescolando sempre in parti
uguali le componenti RGB, CMY o CMYK. |
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scanner
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uno strumento
in grado di leggere un comune foglio di carta, oppure un supporto trasparente,
o una striscia di negativi, o delle diapositive, e di generarne un'immagine
digitale sul computer. |
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scatto continu
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è una
foto, o anche il bottone che premiamo per scattare una foto. E' sempre posto
in alto a destra sulla fotocamera, e normalmente ha due posizioni: quando
è premuto a metà si regola automaticamente la messa a fuoco,
e l'esposizione; quando è premuto completamente, si scatta la foto. |
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oscatto a
raffica
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variante dello
scatto continuo, ma in questo caso la fotocamera non può scattare
più di un certo numero di fotografie. A volte l'intervallo tra una
foto e l'altra può essere molto breve. |
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è la
caratteristica di alcune fotocamere di scattare una sequenza arbitraria
di fotografie, se si mantiene premuto il bottone dello scatto, ad intervalli
di tempo ravvicinati. |
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scatto flessibile
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è una
prolunga flessibile del bottone di scatto della fotocamera, che permette
di scattare senza causare l'inconveniente di vibrazioni indesiderate alla
fotocamera. |
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sincro flash
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è una
modalità di uso del flash. Questo permette di sincronizzare il lampo
del flash con l'apertura (prima tendina) o la chiusura (seconda tendina)
dell'otturatore, quast'ultima anche nota come sincronizzazione lenta, che
garantisce delle foto di aspetto più soddisfacente con corpi in movimento
in condizioni di non completa oscurità; tale sincronizzazione comporta
spesso dei vincoli che riguardano i tempi di posa, spesso limitando la durata
minima. |
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smartmedia
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è
uno standard molto diffuso per le schede di memoria. Tutte le apparecchiature
che mostrano la didascalia SmartMedia sono certificate compatibili secondo
questo standard. Si tratta di schede grandi quanto le CompactFlash, ma
più sottili, e purtroppo circa 8 volte più lente nelle operazioni
di lettura/scrittura. Sono tra l'altro prive di controller incorporato.
Esistono due tipi di schede SmartMedia, in tutto e per tutto uguali nell'aspetto,
ma funzionanti a 3,3Volt oppure 5Volt. Queste ultime sono le più
vecchie, ormai in disuso. Le SmartMedia 3,3V sono perciò quelle
utilizzate dalle moderne fotocamere digitali. Molte di queste non riconoscono
però schede di capacità superiore ad un certo limite, ed
in tal caso vi segnaliamo tale limite accanto alla fotocamera stessa.
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solarizzazione
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effetto
della forte sovraesposizione, sulla pellicola: superata una certa soglia,
la parte più luminosa dell'immagine viene ''bruciata'' dalla luce,
annerendosi. Nei sensori CCD: il bianco ''dilaga'' sui pixel adiacenti. |
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Sottoesposizione
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non corretta
impostazione della fotocamera, oppure illuminazione insufficiente; è
facilmente visibile in quanto il CCD (o la pellicola) registra una parte
dell'immagine come completamente nera. |
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Sovraesposizione
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non corretta
impostazione della fotocamera, oppure illuminazione eccessiva; è
facilmente visibile in quanto il CCD (o la pellicola) registra una parte
dell'immagine come completamente bianca. |
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Spettro di
assorbimento
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è
l'insieme delle lunghezze d'onda assorbite da un determinato materiale.
Un materiale può essere completamente trasparente a certe lunghezze
d'onda, e completamente opaco ad altre. |
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Spettro di
emissione
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è
l'insieme delle lunghezze d'onda emesse da una sorgente luminosa. Una lampadina
emette un intervallo di lunghezze d'onda, non una singola lunghezza d'onda
(che apparirebbe colorata). |
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Spettro luminoso
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è l'insieme
dello spettro di emissione e di quello di assorbimento. |
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Spot
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è la
modalità dell'esposimetro che valuta solo l'esposizione di una piccola
area posta esattamente al centro dell'immagine. |
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SVGA
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è
la risoluzione di 800 x 600 pixel. |
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T |
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Temperatura
del colore
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la luce di una
sorgente luminosa ha la caratteristica di variare a seconda delle condizioni
chimico-fisiche della sorgente luminosa. Così come riscaldando un
metallo lo vedremo prima diventare rosso, poi via via sempre più
giallo, ed infine quasi bianco, così pure il sole o qualunque altra
sorgente luminosa ha, oltre la luminosità, anche un colore che dipende
dalla temperatura. La temperatura del colore è proporzionale alla
lunghezza d'onda della radiazione emessa; si misura in gradi Kelvin. Così
la temperatura della luce solare (bianco-bluastra) è di circa 5400
K, mentre la temperatura di una lampadina a incandescenza (Tungsteno) è
di circa 3200 K. |
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TIFF
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(Tagged Image
File Format): è il formato standard per la computer grafica di qualità.
Infatti le immagini TIFF non sono compresse come quelle JPEG, e possono
essere rielaborate e salvate all'infinito senza nessun degrado della qualità.
Il formato TIFF memorizza 24 bit per pixel, ma esiste anche uno speciale
formato TIFF a 48 bit, che è in grado di memorizzare appunto 16 bit
per colore, garantendo così la possibilità di mantenere la
qualità massima anche attraverso complicate e lunghe elaborazioni.
Molte fotocamere possono salvare le foto in formato TIFF anziché
JPEG per una migliore qualità. Alcune fotocamere digitali professionali,
ed alcuni scanner professionali sono anche in grado di generare file TIFF
nello speciale formato a 48bit. |
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Treppiede
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è un
supporto portatile per fotocamere/videocamere. Permette di scattare fotografie
da posizioni inusuali, come 10 centimetri da terra, oppure 3 metri, e consente
anche tempi di posa lunghissimi, sempre esenti da difetti dovuti a vibrazioni
o movimento accidentale della fotocamera. E' spesso usato in abbinamento
ad una testa, uno scatto flessibile o un telecomando, o comunque in combinazione
con l'autoscatto. Può essere motorizzato per consentire riprese ''panoramiche''. |
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| V |
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VGA
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è
la risoluzione di 640 x 480 pixel. |
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Videocamera
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E'
un apparecchio in grado di riprendere filmati audio/video registrandoli
su un nastro. Ormai tutte le videocamere utilizzano un CCD per effettuare
la ripresa, rielaborando il segnale digitalmente prima di memorizzarlo
su nastro.
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Videocamera
digitale
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E' una videocamera
che non solo elabora il segnale video digitalmente (ormai lo fanno tutte)
ma memorizza sul nastro il risultato in formato digitale. Questo permette
di evitare perdite di qualità dovute alla memorizzazione del segnale
analogico sul nastro. |
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X |
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XGA
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è
la risoluzione di 1024 x 768 pixel. |
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Z |
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Zoom
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strumento che
mostra un'immagine in modo che appaia più grande (Zoom in), come
se ci si avvicinassimo all'immagine, oppure più piccola (Zoom out)
come se ci allontanassimo da essa. Spesso lo Zoom viene associato ad un
fattore di ingrandimento, come 2x, 4x eccetera: in questo caso il numero
indica di quanto vengono moltiplicate le dimensioni degli oggetti visibili
nell'immagine ingrandita. Una funzione di zoom è presente nei programmi
di grafica per poter vedere meglio i dettagli su cui si sta lavorando. Lo
Zoom di un apparecchio in ripresa può essere ottico (=continuo) o
digitale. Sugli apparecchi più moderni esiste spesso anche la possibilità
di zoomare sulle foto già scattate, durante l'operazione di preview,
per esaminarle nei dettagli. |
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Zoom digitale
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funziona ritagliando
la porzione centrale dell'immagine normalmente catturata, e di conseguenza
riduce la risoluzione dell'immagine generata. E' possibile scegliere solo
uno degli ingrandimenti possibili, e non ci sono solitamente posizioni intermedie. |
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Zoom digitale
continuo
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funziona
con lo stesso principio dello zoom digitale, ma in più, attraverso
la tecnica dell'interpolazione, permette di regolare l'ingrandimento a piacere
in maniera continua fra il valore minimo ed il massimo consentito; ovviamente
la qualità dell'immagine subisce un degrado proporzionale all'ingrandimento
scelto. |
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Zoom ottico
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funziona tramite
una componente dell'obiettivo, che spostandosi avanti o indietro, ne modifica
la lunghezza focale in maniera continua all'interno di un intervallo compreso
fra una posizione W (Wide) ed una posizione T (Tele). Una volta scelto l'ingrandimento
desiderato, è possibile scattare la foto desiderata. |
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