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Diario Astronomico

Cielo del mese

 

NOVEMBRE

Siamo in pieno autunno, e le giornate si sono notevolmente accorciate, complice la fine dell’ora legale estiva. La temperatura continua ad abbassarsi, raggiungendo, al livello del mare e nelle zone interne, valori medi stagionali compresi tra + 10°C e + 2°C. 

Novembre è noto per essere un mese umido e piovoso, tuttavia ci si può imbattere in serate in cui, pur essendo presente un’umidità molto elevata, con relativi problemi di condensazione della rugiada sulle ottiche, il cielo è allo stesso tempo limpido e con buon seeing. In pianura si formano con frequenza dense nebbie, ma basta salire un poco, ad esempio sulle colline, per lasciare il mare di nebbia in basso. In queste condizioni, oltretutto, la nebbia fa da schermo all’inquinamento luminoso.

DICEMBRE

Ormai a dicembre l'autunno sta per lasciare il passo alla stagione invernale. Le giornate sono ormai cortissime e le temperature in molte regioni, anche pianeggianti al livello del mare, si stabilizzano sotto lo zero. Tipicamente il cielo serale di dicembre è caratterizzato da un’ottima trasparenza, da umidità non elevata che però tende a condensare a causa dell’abbassamento brusco della temperatura, un seeing molto variabile da sera a sera ed anche di ora in ora. In mancanza di venti, nelle pianure, è molto frequente la formazione di banchi di nebbia anche molto densi, che non permettono di osservare il cielo: l'unico modo allora per farlo è fuggire in montagna.

GENNAIO

    Comincia un nuovo anno, il 2005, ci siamo lasciati dietro giornate piovose dalle temperature variabili. Solo ora cominciano i veri freddi, quelli cosiddetti pungenti. Queste temperature mettono a dura prova la resistenza fisica dell'astrofilo oltre che delle strumentazioni.
    Il Sole, basso sull'orizzonte, riprende la sua lenta risalita lungo l'eclittica, dopo aver toccato nei primi giorni di gennaio il perielio, il punto più vicino al Sole (più vicino si, ma in cui i raggi solari arrivano in modo più obliquo nell'emisfero nord.)

    All'inizio del mese, la Luna non disturba le osservazioni (soprattutto quelle deep-sky e di meteore) perché il 3 gennaio cade l'Ultimo Quarto. Le condizioni ottimali continuano fino a metà mese (10 gennaio Luna Nuova e 17 gennaio Primo Quarto). A questo punto le migliori condizioni per l'osservazione si verificano dopo il tramonto della Luna.

    In gennaio, tutte le costellazioni invernali sono ben visibili. Guardando a sud tra le 22:00 e le 22:30 (TL), vedremo Orione, alto e in stazione eretta, la cui forma è data 7 stelle luminose, che indicano rispettivamente le spalle, la cintura, e le ginocchia del Cacciatore; si noti, sotto la cintura, lo 'spadino', che contiene la Grande Nebulosa di Orione (M 42),  una gigantesca massa di idrogeno ionizzato (eccitato) due volte, e si vede ad occhio nudo (+4.0m) come una sorgente di luce diffusa. In basso, sulla sinistra, è visibile Sirio, la stella più luminosa del cielo (-1.5m). Sono visibili, anche molte stelle luminose come Capella (+0.2m) di colore biancogiallo in Auriga e la rossarancio Aldebaran, che si sovrappone in parte all'ammassoa aperto delle Iadi. Nel Toro risiede anche uno dei più ammirati e fotografati ammassi aperti della volta celeste: si tratta delle celeberrime Plejades, Pleiadi o M45 (+1.2m); ad occhio nudo si possono distinguere 6-7 stelle, a seconda dell’acuità visiva dell’osservatore e alle condizioni del cielo, ma in un binocolo (tipo i comuni 7X50 o 10X50) se ne possono contare diverse decine; sono visibili, inoltre, nei Gemelli Castore e Polluce.

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