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di Simone Gianolio
La grande stele antropomorfa
n. 30, rinvenuta nell'area megalitica di Aosta, rappresenta la Costellazione
di Orione: infatti, il contorno del personaggio raffigurato e la posizione
dei suoi principali attributi coincidono in maniera quasi perfetta con le
principali stelle di quel gruppo.
In particolare, il profilo a T è segnato da Betelgeuse e da Bellatrix,
la cintura di Orione (formata da Alnitak, Alnilam e Mintaka) si viene a trovare
sulla corda dell'arco, mentre altre stelle meno luminose contornano l'arco.
La spada di Orione è in perfetta coincidenza con le dita del personaggio
e Rigel si trova in corrispondenza del pugnale a sinistra. Inoltre, un gran
numero di altre stelle brillanti viene a coincidere con punti salienti della
stele, quali le braccia, i gomiti e la borsa semicircolare. Bisogna a questo
punto ricordare, a conferma della nostra interpretazione, che un precedente
studio astronomico, effettuato nell'area megalitica, aveva mostrato come la
stele in questione fosse stata eretta in modo da risultare rivolta verso il
punto in cui sorgeva Orione, e in particolare verso la brillante Betelgeuse.
La stele, rinvenuta frammentaria e successivamente in gran parte ricostruita
dagli archeologi, non è completa. Tuttavia le stelle della costellazione
di Orione (e in parte di altre costellazioni vicine, come la Lepre ed Eridano)
mostrano una simmetria che consente di avanzare delle fondate ipotesi sulla
struttura della parte di stele mancante.
Bisogna ancora ricordare che nel sito megalitico di Petit-Chasseur, a Sion,
in Svizzera, è stata ritrovata una stele analoga. La stele di SIon
ha minori dimensioni e presenta attributi parzialmente diversi. Eppure le
proporzioni sono esattamente le stesse e le stelle della costellazione di
Orione vi si adattano perfettamente.
Ci si domanda allora: come hanno potuto popolazioni dell'Eneolitico scolpire due stele con misure diverse, attributi simili ma non identici, mantenendo però le stesse proporzioni? L'unica spiegazione plausibile è che il disegno sia stato tracciato seguendo come modello un profilo ben visibile e ben identificabile dai due versanti delle Alpi: la costellazione di Orione. Come ulteriore conferma, bisogna sottolineare che la stele risale al 2750-2400 a.C. Nello stesso periodo, la costellazione di Orione era identificata presso i Sumeri con Gilgamesh, mentre presso gli Egiziani era identificata con Osiride.

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