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Il cielo nell'antichità
di Simone Gianolio
Cominciamo la sezione "Il
cielo nell'antichità" con una serie di mappe della nostra città (Frosinone)
a partire dall'anno 4713, per terminare ai nostri giorni. Dal punto di vista
archeologico, per questo periodo si parla ancora soltanto di frequentazione
del territorio: ritrovamenti di resti si sono avuti nella zona "Selva dei
Muli", su una collinetta a sud dell'attuale città. Ma cosa hanno visto
queste antiche genti alzando gli occhi? Con i moderni programmi (in
particolare SkyMap) è possibile saperlo: come noteranno i più attenti, o
comunque dopo un confronto con la pagina dedicata al cielo attuale, un uomo di
oggi che voglia orientarsi in questa mappa sarebbe disperso... Seguendo
infatti la stella polare
(nelle immagini indicata con un pallino rosso, che tuttavia non ne rispecchia
la magnitudine), ci ritroveremmo ad andare verso nord-est, che non è proprio
la stessa cosa! La stessa costellazione di Orione non era totalmente visibile
all'epoca, sebbene l'immagine si riferisca ad un periodo pienamente invernale:
per il momento è situata a sud-est, con Rigel sotto l'orizzonte.
Nella fig. 4 possiamo notare una specie di congiunzione tra i pianeti
(rispettivamente dall'alto in basso) Marte, Saturno e Giove:

Fig.1 Frosinone al 1 gennaio del 4713 a.C. ore 24

Fig. 2 Particolare della figura 1: sezione Nord del cielo.

Fig. 3 Particolare della figura 1: sezione Est del cielo.

Fig. 4 Particolare della figura 1: sezione Sud del cielo.![]()
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Fig. 5 Particolare della figura 1: sezione Ovest del cielo.
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